Un'altra grave perdita ha colpito la nostra associazione: Davide Ghirardi Presidente Slow Food Piemonte, amico e promotore delle nostre idee ci ha lasciato troppo prematuramente. Anche da Presidente per noi rimaneva sempre il fiduciario di Condotta, che ci ascoltava,ci insegnava e ci incoraggiava ad andare avanti sulla nostra strada. Nel citare una frase di S.Francesco, molto cara al suo amico Carlin, si riassume la grande volontà di Davide: “Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile dedicandoci molto del suo tempo, si è reso conto che i nostri propositi erano buoni, e quindi ci ha subito indirizzato verso l’associazionismo, perché era “necessario”dare una compattezza alle nostre idee, anche per meglio comprendere chi veramente era intenzionato a lottare con noi.
Dopodichè ci ha spiegato che a questo punto era “possibile” creare una Comunità del cibo di Terra Madre, per farci crescere e aiutare altri piccoli produttori a credere nel cibo Buono, Pulito e Giusto. Ed infine ci ha insegnato che se noi aiutiamo le comunità Africane a rendersi autonome con la sufficienza alimentare, esse riusciranno a liberarsi dal neocolonialismo, dal land grabbing e da tutte quelle forme di violenza che il nostro consumismo globalizzato e irresponsabile ha generato. Ecco, a quel punto avremo realizzato “l’impossibile”: un piccolo pezzo di Africa ritrova la sua dignità nel nutrirsi col cibo che la Terra Madre produce, e diventa un esempio per le comunità vicine, cambiando in breve tempo l’economia locale e soprattutto il futuro delle nuove generazioni. Questo ci ha insegnato Davide e noi umilmente porteremo avanti le sue idee nel miglior modo possibile.

Ciao Davide. Un grazie di cuore.


La nostra associazione è profondamente addolorata per la prematura scomparsa del caro Lorenzo. Tutti noi siamo vicini al dolore della sua famiglia e continueremo ad onorare il suo ricordo lavorando insieme al figlio Matteo, per fare in modo che i principi in cui lui credeva possano consolidarsi nel miglioramento della sua azienda, creata con tanto sudore ed impegno dal nulla.

Ciao Lorenzo

Gaetano Forni, storico
In un’epoca e in un Paese come il nostro, naturalmente industrializzati e urbanizzati, la distorsione culturale più rilevante sta senza dubbio nella mancata consapevolezza sia della dipendenza della nostra civiltà, della nostra stessa esistenza, dall’agricoltura quale unica - in concreto – fonte di alimento, sia della sua sostanziale identità con l’ambiente biologico.

Gentili associati, collaboratori, amici e simpatizzanti

In questi primi mesi di attività, la nostra Associazione continua il suo lento ma costante cammino intrapreso per arrivare a rendere autonoma e dignitosa la vita dei piccoli agricoltori e delle loro famiglie.

Il primo passo da fare per cambiare l’attuale situazione dell’agricoltura è capire e divulgare il principio che dobbiamo ritornare al “CRITERIO DELLA NATURA” e alla “NATURA DEL LUOGO”. L’agricoltura non può aver luogo se non nella natura perciò se non è fiorente la seconda non può esserlo la prima. L’agricoltura locale con le sementi e le razze animali locali è l’unica strada per la salvaguardia dell’ambiente e delle comunità ad esse collegate. L’agricoltura industriale, costruita sul singolo criterio della produttività, ha preso con vari mezzi ingegnosi ciò che voleva dalla natura con il risultato di esaurirne tutte le risorse.

L’agricoltura globalizzata, l’economia globalizzata, la finanza globalizzata dovevano essere la soluzione ai problemi di tutta l’umanità ma è evidente agli occhi di tutti il loro fallimento.
L’unico risultato comune è quello di aver creato un “DEGRADO GLOBALIZZATO” che colpisce l’economia, il territorio, la società e le famiglie. Noi occidentali dobbiamo fermarci, iniziare a ragionare e recuperare tutto quel patrimonio di cultura e sapienza delle persone anziane, dei nostri vecchi agricoltori, pescatori, artigiani, bottegai e casalinghe.
Non è più il tempo dello sviluppo dei soli beni materiali e della redditività, è il tempo di tornare ad una vita interiore per comprendere pienamente i valori dell’amicizia e dell’amore.

Come dice Vandana Shiva “NON SIAMO GIUNTI ALLA FINE DELLA STORIA, BENSI’ AGLI ALBORI DI UNA NUOVA ERA”.
Per meglio comprendere la nostra filosofia, che è la stessa di “TERRA MADRE”, vi proponiamo la lettura di questo articolo di Sergio Ventura, e se la cosa vi interessa, dopo aver conosciuto le nostre aziende agricole, potete continuare questo genere di lettura aprendo il menù finale.

Un grazie di cuore a Stefano Fogacci, del presidio della "Bianca Modenese". Dalle sue idee, rivelatesi a noi durante "Terra Madre 2010", è nata l'ispirazione per creare questa associazione; ed i suoi suggerimenti, che sempre ci regala, ci accompagnano quotidianamente nella giusta direzione per la rinascita della nostra terra.